loading
loading

Corriere della Valtellina Una storia che continua

Il Corriere della Valtellina attraversa fasi cruciali della storia locale e nazionale, rinnovando periodicamente la propria missione di voce del territorio e di interprete delle grandi trasformazioni sociali e politiche del secolo.

1896

Il Cdv nasce il 3 gennaio 1896 come espressione del mondo cattolico valtellinese, nel solco del risveglio seguito all’enciclica Rerum Novarum,unimportantedocumento economico/politico in cui la Chiesa, per la prima volta, prende posizione sulle questioni sociali e fonda quella che in seguito sarà la sua dottrina sociale. Il giornale si presenta come strumento di comunicazione e di riscatto per dare voce alla sofferenza del popolo e alla diffusa ingiustizia sociale. La parrocchia è il fulcro della vita religiosa, sociale e civile e sono i parroci ad assumersi anche la rappresentanza politica del movimento guidando il rapporto del mondo popolare con la modernità.

La fondazione

Inizio 900

Il giornale è testimone di un’importante stagione di affermazione economico sociale della Valle, caratterizzata dalla diffusione di numerosi organismi a carattere mutualistico, sindacale, solidaristico, assistenziale, dalla fondazione della banca Piccolo Credito valtellinese, dalla lotta contro il comune di Milano per la difesa delle nostre acque, dal sostegno ai primi scioperi dei lavoratori e delle lavoratrici provinciali, che vedono il mondo cattolico in prima linea a difesa, oltre che dei propri valori, della parte più povera e senza voce del mondo valtellinese.

Una stagione di sviluppo economico-sociale

1914 - 1918

Il Corriere della Valtellina di questo periodorispecchiaitormentiele incertezze dei cattolici italiani di fronte alla guerra. E, se da un lato, condivide la neutralità assoluta della Chiesa, richiama, dall’altra, i cattolici ai propri doveri di cittadini e alla difesa dei propri interessi come popolo. Durante la guerra é vicino alle ansie della gente, sottoposta a forti condizionamenti, con notizie e rubriche di informazione e di aiuto. La partecipazione alla guerra di molti cattolici e un tortuoso percorso storico rendono il movimento cattolico sempre più patriottico e istituzionale.

Prima guerra mondiale

1918 - 1924

La fine della guerra vede la scena politica italiana profondamente mutata. Nasce il Partito Popolare Italiano (PPI), accolto dal giornale come un’opportunità storica con la quale i cattolici entrano ufficialmente nella vita politica, si modifica il sistema elettorale in senso proporzionale, si introduce il suffragio universale maschile e femminile, si assiste alla scissione del partito socialista e alla nascita del partito comunista e del partito fascista. Il deputato del PPI, Giovanni Merizzi, eletto nel 1919, diventa una delle figure principali del cattolicesimo valtellinese e il giornale é la sua tribuna. Accanto alle vicende politiche nazionali e locali, il settimanale si occupa dell’urgenza dei problemi sociali esplosi a fine guerra: lavoro, proprietà privata, progressività tributaria, decentramento amministrativo, libertà d’insegnamento, famiglia, sono temi costantemente approfonditi in un confronto serrato ma sempre civilissimo con le forze politiche vecchie e nuove.

Crisi post bellica, nascita di nuove forze politiche

1926

Nel difficile clima post bellico, il giornale difende i valori democratici che si esprimono con il voto proporzionale e condanna la violenza sia quella del massimalismo socialista sia quella del neonato partito fascista che, sorto come partito d’ordine, si afferma attraverso intimidazioni e violenza. Il Corriere della Valtellina subisce censure, sequestri, infine l’incendio della sede insieme a quella dello studio dell’avvocato Merizzi e denuncia il progressivo svuotamento di ogni autonomia locale da parte della politica fascista. Le organizzazioni e la stampa libera sono sciolte, il giornale cessa le pubblicazioni nel novembre 1926.

Resistenza ai totalitarismi

1945

Al termine della seconda guerra mondiale, nel nuovo panorama politico, il Corriere della Valtellina torna ad essere una delle voci del pluralismo locale sostenendo la ricostruzione economica e civile del paese e l’impegno della Democrazia Cristiana, di cui diventa l’organo ufficiale, con attenzione costante ai valori religiosi, sociali e culturali.

Rinascita democratica

Gli anni ‘40 e ‘50

Con la direzione di Michele Melazzini e Giulio Spini, il giornale diventa voce dell’attività politica nazionale del ministro Ezio Vanoni e punto di riferimento per l’opinione pubblica locale grazie a rubriche che coprono tutto il territorio provinciale nonché palestra di confronto/ scontro con le altre forze politiche.

Radicamento è nuovo protagonismo

Gli anni ‘60 e ‘80

Il Corriere della Valtellina accompagna il processo di attuazione del decentramento costituzionale, non ancora realizzato: nascita delle regioni e programmazione socio/ economica territoriale, accompagnando le trasformazioni economiche e sociali della valle, strumento di informazione e formazione politica e civile, anche oltre gli interessi particolaristici del suo editore di riferimento.

Sviluppo costituzionale e lotta culturale

Gli anni ‘90

Con la fine della Guerra Fredda, la crisi del sistema partitico, i fatti e le inchieste del periodo cosiddetto di “tangentopoli”, lo scioglimento della Democrazia Cristiana, il Corriere della Valtellina interrompe le pubblicazioni. Per quasi 50 anni era stato il settimanale più diffuso e più letto in provincia, punto di riferimento oltre l’identità del partito di maggioranza di cui era espressione.

Fine di un’epoca

2001- 2010

Il giornale rinasce come “mensile di cultura e attualità”, promosso da un’associazione che si ispira alla linea del nuovo Partito Popolare. In questa nuova veste, continua a offrire spunti di riflessione sulla vita sociale e politica valtellinese.

Riedizione come mensile culturale

2015- 2023

Divenuto semestrale, il Corriere della Valtellina prosegue la propria attività online fino al 2023, sotto la direzione di Alfonsina Pizzatti, che ne ha promosso e custodito la memoria negli ultimi due decenni.

Edizione online

2025

Nel 2025, la Provincia di Sondrio acquisisce a titolo gratuito dall’Associazione Culturale Politeia la storica Testata Corriere della Valtellina, riconoscendone il valore culturale, identitario e istituzionale per l’intera comunità valtellinese.

La cessione, condivisa con convinzione da entrambe le parti, rappresenta un atto politico-istituzionale di grande rilevanza: consente la sopravvivenza e la valorizzazione della Testata attraverso un Ente pubblico rappresentativo, con l’obiettivo di rilanciarla come strumento di visione, confronto e informazione sullo sviluppo del territorio.

La proposta di Politeia, in linea con la propria natura di associazione senza scopo di lucro, ha trovato nella Provincia un interlocutore attento e disponibile a raccoglierne l’eredità culturale. In tale contesto, è stato avanzato l’impegno a istituire borse di studio o altre forme di incentivo rivolte a studenti universitari, ricercatori, storici e giornalisti che si dedichino all’approfondimento di temi locali e provinciali di interesse generale.

In questo modo, il valore della Testata si traduce in atti concreti, riflessioni e conoscenza, contribuendo a illuminare le dinamiche economiche, sociali e culturali emergenti, come ad esempio i fenomeni dell’immigrazione e dello spopolamento, e le loro implicazioni sulla vita delle comunità valtellinesi.

Un nuovo inizio con la Provincia di Sondrio

Il Comitato di Redazione

Il Comitato di Redazione del nuovo Corriere della Valtellina è stato istituito dalla Provincia di Sondrio a seguito dell’acquisizione a titolo gratuito della storica testata dall’associazione culturale Politeia. Il CDR è composto da sei membri: il Caporedattore dottor Evaristo Pini, l’avv. Paolo Tarabini, il dottor Marco Dell’Acqua, dottor Stefano Martinalli, Don Andrea del Giorgio e dottor Massimo Bevilacqua.

Il Comitato ha come obiettivi la definizione delle linee guida editoriali e organizzative, inclusi criteri di collaborazione esterna, obiettivi e target, con un’attenzione particolare ai temi della valorizzazione del territorio, del terzo settore e delle attività della Provincia.

Amministrazione Provinciale di Sondrio
Corso XXV Aprile, 22 - 23100 Sondrio
tel. +39 0342 531 111
fax +39 0342 210 217

© 2025 Corriere della Valtellina | Privacy Policy | Cookie Policy

| Rivedi consensi

designed by Pura Comunicazione