Può una valle montana diventare un hub tecnologico di livello europeo? Secondo Fabrizio Capobianco, imprenditore con vent’anni di esperienza in California, la risposta è sì. Attraverso il progetto The Liquid Factory, Capobianco ha lanciato una sfida ambiziosa: portare la mentalità delle startup americane tra le Alpi valtellinesi. I numeri confermano l'interesse: l’ultima chiamata per nuovi talenti ha ricevuto ben 547 candidature da 38 Paesi, con un tasso di accettazione dello 0,7%, superiore a quello dei più selettivi acceleratori americani. L’obiettivo è creare un ecosistema dove i giovani possano innovare e competere a livello globale restando legati alle proprie radici.